AEVERON
Construality
Etichetta: Northern Silence Productions
Anno: 2004
Durata: 43 min
Genere: death melodico
I tedeschi Aeveron si sono formati nel 2002 e nell'anno seguente hanno realizzato un demo, chiamato "Aeveron 2003". Tale autoproduzione ha attirato l'attenzione della conterranea Northern Silence con cui hanno firmato un contratto discografico. "Construality" rappresenta dunque il loro esordio ufficiale.
Il gruppo è composto da Thomas alla voce, Kay e Robert alle chitarre, Dirk al basso, Markus alla tastiera e Paul alla batteria.
Ho letto che definiscono se stessi come un incrocio tra In Flames, Hypocrisy ed Edge Of Sanity... in sintesi: death melodico. Credo che tale etichetta sia appropriata, ma c'è da aggiungere che gli Aeveron sanno essere a tratti anche molto malinconici. Ciò avviene grazie all'utilizzo della tastiera, ad una certa ricercatezza negli assoli da parte di Kay, il chitarrista solista, e soprattutto all'uso del pianoforte in diversi punti. La vera forza del gruppo risiede però in Thomas, un cantante davvero eccellente come pochi tra quelli che ho avuto modo di ascoltare ultimamente nella scena death. Egli è in possesso di un ottimo timbro vocale, riconducibile a Mikael Stanne dei Dark Tranquillity, anche se in generale non si può non evidenziare che varia diverse volte le proprie performance. Questa sua caratteristica consente ai brani di assumere un aspetto più eterogeneo specie quando le strofe musicalmente appaiono un po' troppo monotone.
La produzione dell'album è buona, e ci tengo a sottolineare che tutti gli strumenti sono ben bilanciati tra di loro. L'unica pecca nella registrazione è inerente al suono della batteria, che secondo i miei gusti è un po' troppo ovattato.
Per quanto riguarda specificamente i brani, beh, nel complesso non sono niente male, anche se ci sono da rimarcare alcune carenze piuttosto evidenti: infatti se la voce di Thomas è sempre impeccabile, lo stesso non si può dire del resto, in particolare delle strutture dei pezzi. Il gruppo possiede discrete capacità compositive, e lo dimostra in diverse circostanze. Eppure ci sono alcuni brani che non lasciano il segno; ciò è imputabile proprio ad una mancanza di imprevedibilità, di una giusta scossa in grado di far decollare il tutto. Episodi come "Judge By False Prophets", "Dreadful Certainty" o l'opener "Trapped Within Me" presentano idee se vogliamo anche valide, ma hanno il difetto di risultare alla fine troppo prevedibili e privi di mordente.
A tal proposito cito come esempio la già citata traccia d'apertura, "Trapped Within Me": c'è un breve intro acustico seguito da due strofe e il ritornello ripetuto altrettante volte; poi c'è uno stacco strumentale che rappresenta l'unica vera variante prima del ritornello, che si ripresenta puntuale per chiudere il tutto. Peccato che ci siano questi passaggi a vuoto nell'architettura dei pezzi da parte di un gruppo che possiede oltretutto una discreta qualità tecnica.
A parte questo appunto, circa il resto ho da spendere parole di elogio, perché come già riferito il gruppo ci sa fare. Alcuni pezzi sono ottimi sotto ogni punto di vista, e meritano molti ascolti.
Il picco più alto è raggiunto con la traccia conclusiva, "Lament", in cui riecheggiano i Dark Tranquillity dei primi album. Essa stupisce per qualità e variabilità, e trovo il ritornello azzeccatissimo: melodico ma non ruffiano, specie per via della voce "malata" ed espressiva di Thomas. Bello lo stacco centrale di basso, batteria e tastiera.
Splendida anche "Nocturnal Skies", in cui la tastiera è molto presente e attribuisce una vena sinfonica al suono, senza soffocare le chitarre. Inoltre la voce di Thomas è più cavernosa del solito e le strofe sono collegate tra di loro in modo perfetto. Ciò che più conta, il pezzo scorre che è una bellezza, tra melodie e parti che ricordano molto gli In Flames di "Lunar Strain".
Ho riscontrato una certa riconducibilità al debutto degli In Flames diverse volte all'interno del disco, in particolare su "Days Of Perception". Questo tra l'altro è uno dei brani in cui Thomas esibisce con esiti discreti il cantato pulito nel ritornello.
Altre tracce molto valide sono la title-track, in cui è presente uno stacco melodico e emozionante in cui in particolare spiccano le doti di Kay, ma anche "Fragile Thoughts" e "Fields Of Aeveron". Queste ultime due facevano parte entrambe del demo: la prima è piuttosto lenta e in essa sono presenti molte parti malinconiche; tutto molto coinvolgente, tuttavia ha il limite di essere un po' troppo corta, come se fosse incompleta.
Con "Fields Of Aeveron" invece il gruppo è stato in grado di combinare perfettamente brutalità, melodia e parti più sinfoniche. La parte finale in cui spicca l'immancabile assolo di Kay (bellissimo) è da brividi!
I testi sono realizzati con cura: sono divisi tra Kay e Thomas, e in genere sono riflessioni su aspetti vari della personalità.
Nell'artwork c'è disegnata una faccia zombizzata, priva di pupille. Il libretto è realizzato abbastanza bene, anche se qualche altra trovata grafica non avrebbe guastato.
Mi sento di poter dire che gli Aeveron hanno le potenzialità per emergere e per diventare una gran bella realtà. Ciò non sarebbe male vista anche la provenienza: c'è ormai da troppi anni carenza di gruppi freschi che si affianchino a Night In Gales e Fleshcrawl nella scena death tedesca.
Intanto, prima che avvenga la completa maturità, "Construality" è un album di valore, da ascoltare molte volte, soprattutto perché lontano dall'ondata di gruppi tutti uguali ai Soilwork e ultra-orecchiabili!
(EverEve - Novembre 2004)
Voto: 8
Contatti:
Aeveron
c/o Paul Morgenstern
Alte Schneeberger Str. 4
08107 Kirchberg
GERMANY
Mail Aeveron: contact@aeveron.com
Sito Aeveron: http://www.aeveron.com/
Mail Northern Silence Productions: order@northern-silence.de
Sito Northern Silence Productions: http://www.northern-silence.de/