STEVE GAINES
Anger As Art

Etichetta: CT Audio
Anno: 2004
Durata: 31 min
Genere: thrash metal


Lodi lodi lodi!! Qui c'è roba grossa! E' tornato in azione Steve Gaines!!... No, non è resuscitato quello dei Lynyrd Skynyrd, un altro!... Anzi, forse è stato sempre in attività, e siamo noi che non ce ne siamo mai accorti, fatto sta che... Chi è Steve Gaines?! Ah, eccolo, l'interrogativo!
Onestamente neanch'io mi ricordavo chi fosse, e quando mi sono visto arrivare questo CD a nome di un individuo singolo, avevo già iniziato ad aver paura... Diomìo, potrebbe essere di tutto, da Joe Satriani a Julio Iglesias, da John Patitucci a Benny Benassi... E già mi sentivo strozzare. Poi leggo la bio e scopro chi è questo veterano...
Quest'uomo (Steve Gaines, non Iglesias) è stato la voce degli Abattoir nel loro album d'esordio "Vicious Attack" (annata 1985), poi co-fondatore dei Bloodlust, leader dei Tactics e membro di Pagan War Machine e Dreams Of Damnation. Queste ultime sono entrambe band che vedono coinvolto l'ex Dark Angel Jim Durkin. Cioè, Jim Durkin! Non avete neanche fatto un piccolo balzellino sulla sedia?! Ora, dopo aver trottato per anni e anni nell'universo speed e thrash metal più o meno aggressivo, il signor Gaines ha deciso di mandare affanculo il resto del mondo e per una volta fare un disco completamente da solo... Ah... Nessuno che fa tardi alle prove, nessuno che ti frega la birra, nessuno che ti dice "guarda che sto pezzo l'ho scritto io", nessuno che suona. Ecco. In questo album Steve Gaines ha fatto *tutto*!! Ha scritto, arrangiato ed eseguito i pezzi, suonando tutti gli strumenti: voce, chitarre, basso ed addirittura la batteria... Aveva avuto la tentazione di chiamare qualcuno per suonare gli assoli di chitarra, ma... No, faccio da solo pure quelli!... L'unico privilegiato ad avere in qualche modo assistito alla creazione di questo disco è il produttore ed ingegnere del suono Chris Trent. Per il resto l'unico uomo da elogiare (o da insultare, se il disco non vi garba) è Steve Gaines. Pensa te, ha curato pure l'artwork!...
Sì, ma il disco? Ancora non v'ho detto se suona come più come Gigi D'Alessio o come Gigi D'Agostino...
Allora, sto disco è thrash metal coi controcoglioni e che spacca li culi, frà!!!! Il capolavoro perduto degli anni '80, quello che centinaia di pivelli si sognano di poter realizzare, il suono che tutti avevamo desiderato e dimenticato che potesse ancora esistere nel 2004... Però nel cuore avevamo quella speranza che prima o poi qualcosa del genere ritornasse alla luce: era quella speranza che ci faceva sorgere un sorrisino perfido in viso quando ad un concerto degli Extrema sentivamo dire "ah, questo sì che è thrash"... E adesso come la mettiamo? Adesso bisogna fare i conti col thrash vero, suonato da uno che il thrash vero l'ha vissuto sulla sua pelle. Ah...
Mi starò esaltando troppo? Forse. In fondo non è un disco originalissimo, e c'è pure il rischio che passi del tutto inosservato, ma rimane il fatto che questo disco è superiore a tutto il thrash che ho sentito negli ultimi anni, ed azzarderei superiore anche a tantissimi dischi del passato ritenuti 'capolavori' solo perché datati 1986... Questo "Anger As Art" è datato 2004 e se magna tutti i Forbidden, per esempio. Ed è tutto merito di un uomo solo!!
Anf... Un momento di respiro, aspettiamo che mi faccia effetto il sedativo, e poi parliamo del disco più nel dettaglio.
Rieccomi qua, tutto guarito. Allora, l'album si intitola "Anger As Art" ed ogni singolo brano parla in qualche modo di rabbia e incazzature varie... Giustamente, non poteva che essere pieno zeppo di brani thrash in pieno stile 80s!... Si va dalla scheggia "Attitude Adjustment", un furioso thrash-core à la Nuclear Assault o D.R.I., posta giusto in apertura... Si prosegue con altro headbanging scellerato (chissà quanti ortopedici si saranno arricchiti col thrash!) sulle note di "I Create Your God", ideale punto d'incontro tra Anthrax e Dark Angel... Con i brani seguenti, in primis la spettacolare "Wide Awake", ci si setta su un sound più tipico: quello del thrash americano d.o.c. di Exodus, Vio-lence, Testament, Sacred Reich... Nella title-track c'è anche spazio per un bizzarro momento funk, ma fortunatamente è un episodio isolato, sul quale possiamo soprassedere... In "New War" si respira aria di Germania ed il mio pensiero vola ai Tankard, mentre nella conclusiva "Blood Of My Enemies" l'aria sa decisamente di Slayer. Credevate di Manowar, vero?...
Che dire, che il disco è eccellente? Ve l'ho già fatto capire. Posso giusto aggiungere che per tutto il disco ho tenuto il tempo con la penna... Un rito 'partecipativo' che non mi capitava di mettere in atto più o meno da quando ho sentito per la prima volta i Death!!!...
Signori, che dire, se non vi ho convinto?? Forse potrei darvi l'ultima dritta, che spero sarà decisiva sul vostro desiderio di accaparrarvi questo album... Ve lo dico? Non ve lo dico? Sì, ve lo dico.
Questo disco è GRATIIIIIIISSSSSSS!!!!!!!!!!!!!!! Steve Gaines ha detto che lo spedisce *aggratiss* a chiunque glielo richieda!!! Che vi posso dire?! Fatelo pentire!!...
(MoonFish - Gennaio 2005)

Voto: 9


Contatti:
Steve Gaines
P.O. Box 5483
Pasadena, CA
91117-5483
USA
Mail: angrysteve@charter.net
Sito internet: http://webpages.charter.net/angrysteve/




Sono un po' perplesso. Non su Steve Gaines come persona, sia chiaro. Lo ammiro per quello che ha fatto e per la sua attitudine. Mi riferivo al disco in questione e soprattutto alla produzione. Le chitarre sono spettacolari, e su questo non ci piove. Forse in qualche parte si poteva far di meglio ma è un dettaglio. La voce può piacere o meno, è questione di gusti. Il cantato è abbastanza carismatico ed aggressivo ma non lo reputo il top. Non mi è piaciuta assolutamente la sezione ritmica, invece. La drum-machine è programmata in modo da non variare nulla dall'inizio alla fine e questo praticamente ovunque! Ovvio che il tiro dei pezzi ne risente, eccome. Ci mancava che i tom fossero regolati bassissimi, per non riuscire a sentire nulla delle rullate. Pure la cassa è soffocata dal resto. I suoni, poi, sono troppo finti per essere in un disco thrash. Per certi aspetti, insomma, "Anger As Art" è una figata, per certi altri mi delude alquanto. Sembra quasi una preregistrazione, una prova per vedere come suonano i pezzi prima di sentirli nella versione definitiva. Però il suo dovere l'ha fatto: sicuramente c'è tanta gente che ha conosciuto Steve tramite questa mezz'oretta di sano thrash, a tratti mischiato all'hardcore, e che continuerà a seguirlo d'ora in avanti. Vi consiglio di ascoltare questo disco perché le canzoni sono proprio belle, e prenderlo come un'anticipazione di quello che suona Steve Gaines; però non è ancora quel disco completo che farà risorgere il thrash. Visto che ora la band è al completo, aspetterò con ansia il loro prossimo lavoro.
(BRN - Marzo 2005)

Voto: s.v.



Grintoso, potente e... arrabbiato! Come descrivere altrimenti questo CD di Steve Gaines? Io l'ho apprezzato molto! Beh, forse non al punto da condividere il giudizio del recensore, sicuramente esagerato! E' però vero che "Anger As Art" è un disco con i controcoglioni, tirato e cattivo come dovrebbe sempre essere il thrash. Non è un capolavoro ma non è nemmeno un disco come tanti, a mio avviso. Steve Gaines ha dato il meglio di sé: considerato che ha fatto tutto da solo, i miei più sentiti complimenti. Steve "sente" il thrash come solo chi ha vissuto il movimento sin dalla prima ora può provare. Un signore con la grinta da ragazzino. Sfacciato quel tanto per incidere un CD nostalgico ma sincero come non mai! Questo sì che è thrash!
(Hellvis - Marzo 2005)

Voto: 8