SANVOISEN
Exotic Ways
Etichetta: Noise
Anno: 1994
Durata: 49 min
Genere: metal melodico
Non avevo mai sentito parlare dei tedeschi Sanvoisen quando, nei primi giorni del 1995, mi capitò di mettere le mani su questo CD. E devo dire che ne rimasi immediatamente affascinato.
Le 12 canzoni di questo dischetto (anche se le note di copertina ne riportano 11) rappresentarono quanto di meglio si potesse chiedere ad un gruppo esordiente. Infatti fin dalle prime note della bellissima "Colours Around" appare chiara la classe dei nostri che, pur non proponendo niente di particolarmente originale o innovativo, riescono a coinvolgere l'ascoltatore grazie a capacità tecniche di prim'ordine e a un notevole gusto armonico e compositivo. I Sanvoisen, in poche parole, erano capaci di scrivere belle canzoni.
Come ho detto prima non è difficile trovare dei riferimenti nella musica dei Sanvoisen. Io ci sento i Queensrÿche, i Crimson Glory di "Trascendence", i primi Statovarius (diciamo qualcosa di "Dreamspace"), qualcosa dei Fates Warning e dei Conception... non mancano riff più hardrockeggianti spezzati alla Dokken e via dicendo. Va però sottolineato come l'album non si riveli una misera accozzaglia di influenze, ma come tutte le canzoni siano "plasmate" e modellate dai nostri con tocco decisamente personale e che un certo non-so-che di esotico appare diluito tra i vari solchi, per svelarsi prepotentemente nella traccia fantasma, una bellissima simil-ballad con tanto di percussioni.
La formazione dei Sanvoisen era quella classica del metal a 5: sezione ritmica, due chitarre e voce. Tutt'altro che marginale però era il ruolo delle tastiere affidate al produttore Luke Herzog. Infatti pur essendo "esterno" questo strumento contribuiva molto alla creazione di atmosfere particolari, anche limitandosi alla funzione di tappeto.
"Colours Around", oltre ad aprire l'album, svelò anche a tutti noi il talento di Vagelis Maranis, cantante straordinario e vera e propria marcia in più della band; spesso riesce a rendere memorizzabili anche partiture non proprio lineari, e quando c'è da lanciarsi beh, non pare il tipo che si tira indietro.
"The Law" è uno splendido cadenzato molto anni '80, con il basso in quarti e il riff spezzato di chitarra, mentre la seguente "It's Over" appare leggermente meno ispirata.
Con "Tears For No One" si tocca invece uno dei vertici del disco. L'inizio arpeggiato con assolo melodico introduce la strofa con il delicato cantato di Maranis, mentre il ritornello è veramente bello e suggestivo.
"Under Permission" mostra un deciso cambio di marcia. E' un pezzo con una strana strofa, con un cantato allucinato e straniante su una base fatta di batteria veloce, riff di chitarra massiccio e tastiera ossessiva nelle sua due note! Il bridge permette un attimo di riprendere fiato per poi ripartire a testa bassa nel chorus. Poi gli stessi pezzi della canzone vengono ripresi più volte, anche se arrangiati in modo sempre diverso. Bravi i Sanvoisen, non c'è che dire!
In "The Blind" fanno capolino atmosfere etniche/esotiche nella strofa e va rimarcato un gran lavoro di basso da parte di Horts "Gamo" Andree, che lavora molto in sottofondo. Il pezzo è bellissimo, l'ennesimo di un disco con pochi cedimenti. "What I Mean" ci riporta su andature più veloci, ed è curioso notare come funzioni benissimo l'unione tra un riff di matrice metal americano (a-la primi Fates Warning e primi Heir Apparent, o anche Metal Church) e un cantato che sembra costruito per una base hard rock.
"No Place For Me" è leggera e cadenzata. Piace constatare come sia perfetto nei Sanvoisen il senso della misura. Non c'è voglia di strafare nei componenti e anche gli interventi solistici sono calibrati e ben eseguiti, e soprattutto sempre al servizio della canzone. "Believe" è ben suonata e arrangiata, nelle sue alternanze tra riff pesante e parti arpeggiate, ma non riesce a colpire come le altre.
"Time Is Not" è magica nel suo commovente arpeggio. La melodia che ne esce è veramente struggente. Vagelis Maranis si rende protagonista di una interpretazione da brividi e gli altri lasciano la scena alla sua grandissima voce, limitandosi ad eseguire con perizia e feeling la propria parte. Veramente un grande brano, nel quale i nostri sono riusciti a catturare la magia del momento.
"I'm Alive" è l'ultima traccia segnalata sul CD ed è piuttosto sparata. Come struttura e come riff mi ricorda i Metal Church, anche se qui la produzione è diversa e le chitarre "escono meno" rispetto al gruppo americano (per non parlare della differenza tra Maranis e le ugole corrosive di Wayne o Howe). Comunque un buon pezzo. Come anticipato c'è, inspiegabilmente, la canzone fantasma. Perché inspiegabilmente? Semplice, perché il pezzo è bellissimo, particolare nella sua costruzione e negli arrangiamenti, e forse il più adatto a giustificare un titolo come "Exotic Ways".
Qui si chiude uno dei dischi più belli di quegli anni, soprattutto se consideriamo che veniva rilasciato da un gruppo sconosciuto. La line-up dei Sanvoisen era completata dalla puntuale batteria di Ulf S. Gokeler e dagli ottimi chitarristi Hedrik Bottcher e Angel Schonbrunn.
Di loro si è sempre saputo poco. Qualche anno dopo rilasciarono un album dal nome "Soul Season", anch'esso molto bello. Poi sono praticamente spariti nel nulla. Peccato, perché il metal melodico, a volte vicino all'hard rock altre vicino al prog metal, da loro proposto meritava sicuramente più apprezzamento da parte di pubblico e, ehm, "critica". Vabbè... "critica"... ricordo una delle prime recensioni di "Exotic Ways" uscite in Italia... si parlava di gruppo prog-metal alla Queensrÿche / Dream Theater... beh, non volli neppure leggerla tutta. Nel 1994/95 bastava avere una traccia di tastiera o qualche cambio di tempo/stacco "tecnico" in più per essere accomunati al teatro del sogno e questa, permettetemi, è una cosa folle! (Mi capitò di leggere di prog metal a proposito del primo disco dei Mind Odyssey e di "influenze Dream Theater" per un gruppo che proponeva un misto tra hard-rock e heavy metal primi anni '80... ma che aveva in formazione... l'hammond!!!)
Insomma, un disco da riscoprire per gli amanti di un certo tipo di heavy metal melodico. Se apprezzate i gruppi citati nella recensione ma anche cose tipo Elegy, Lion's Share e compagnia bella.. beh, questa potrebbe essere una piacevole sorpresa.
(Linho - Luglio 2004)
Voto: 9