ANEMNESI
The Fifth Thought

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 34 min
Genere: progressive metal


Gli Anemnesi sono un giovane gruppo della provincia di Vicenza, composto da 5 ragazzi con età tra i 18 ed i 21 anni: Francesco Tresca (batteria, chitarra e tastiere), Andrea Fabris (chitarra), Federico Cegalin (basso), Genny Minoliti (voce) e Gianmaria Gennari (chitarra). Il gruppo è nato su idea di Francesco Tresca: suonava nei Funeral Cry (gruppo death metal, trovate rece del demo ed intervista), poi per vari problemi questo gruppo si è sciolto, e Francesco ha messo in piedi un nuovo progetto per suonare della musica più ricercata e melodica. Il risultato è questo "The Fifth Thought", un demo con una intro più 5 canzoni, ed un titolo scioglilingua!
Come genere ho scritto "progressive metal", ma va inteso in senso ampio, non siamo di fronte a un clone dei Dream Theater e nemmeno ad un gruppo con le tastiere in primo piano. La musica degli Anemnesi è piuttosto tecnica e cervellotica, si rifà in parte ai gruppi progressive anni '70 ed in parte ai gruppi di techno-metal degli anni '90. Non è progressive puro, nel senso che non fanno niente di realmente innovativo. Non è nemmeno prog metal puro, perché siamo distanti dai cliché del genere. Non è nemmeno sempre metal: nei momenti più cattivi arrivano anche al techno-thrash (come su "Echo Of Memories"), ma ci sono un sacco di parti suonate senza distorsione o con l'acustica. Il risultato quindi è personale, e la definizione data va presa con le molle. Se dovessi fare dei nomi per inquadrarli un po' meglio, sparerei i Sieges Even del secondo e terzo album, i Gordian Knot e gli Aghora, sempre tenendosi a distanza.
A prima vista verrebbe da pensare che la cosa che hanno in comune con gli Aghora sia il cantato femminile. Per fortuna è così solo sulla carta, la voce di Genny è diversa da quella di Danishta Rivero, soprattutto come interpretazione: qui la voce non fa venire sonno! Le canzoni sono tutte belle movimentate ed intricate, non ci sono momenti ripetitivi. Forse a volte esagerano anche un poco, nelle parti più rilassate secondo me Francesco poteva suonare qualcosa di più lineare. Come tecnica ed arrangiamenti nulla da dire, sono preparati e controllano bene quello che fanno; inoltre i continui cambi di tema e di suoni usati danno movimento alle canzoni, senza risultare prevedibili. L'unico appunto che faccio è che secondo me a volte esagerano col cercare il colpo ad effetto ed il tecnicismo: seguire le canzoni richiede un notevole sforzo, basta poco per perdere il filo delle stesse. Secondo me gli Anemnesi dovrebbero cercare di rendere un poco più fluida la musica, sulla scia di quello che hanno fatto i Gordian Knot con "Emergent".
Passando alla produzione, purtroppo questa è il difetto del demo. Sono il primo a dire che non si deve criticare un demo se non ha una produzione stellare, ma qui devo fare una eccezione. I suoni non sono molto definiti, hanno una resa un po' grezza ed i volumi sono bassi. La batteria sembra distante, le chitarre distorte sono impastate, ma quella che ne soffre di più è la voce di Genny, è smorzata e non riesce a decollare come potrebbe. La confezione è buona, è un CD-R con libretto e retrocopertina stampati a colori professionalmente.
Dare un giudizio a questo demo è difficile, è proprio spinoso. Mi spiace penalizzare un demo a causa della produzione, ma qui devo farlo notare per correttezza nei confronti dei lettori. Per rendere questo tipo di musica servono dei suoni puliti e cristallini, che sappiano valorizzare in pieno ogni strumento. Purtroppo non è così. I primi ascolti sono proprio difficili, e possono scoraggiare gli ascoltatori meno tenaci: la resa sonora non aiuta a concentrarsi sulle composizioni, e senza concentrazione non si possono apprezzare delle canzoni cervellotiche di questo tipo. A livello di composizione ed esecuzione si tratta di un ottimo demo, con una produzione degna mi sa che un bel 9 lo prendeva. Così invece gli tolgo un punto, e mi verrebbe da togliere anche di più... all'inizio ho fatto veramente fatica ad ascoltarlo. Col passare degli ascolti ho cominciato ad entrare nelle canzoni e a dare meno peso ai suoni, ma c'è voluta molta costanza. Per il prossimo lavoro consiglio agli Anemnesi di sforzarsi di avere una produzione migliore, ed anche di snellire un pelo le canzoni, per rendere il tutto più fruibile. Le basi ci sono e sono belle solide, le potenzialità sono ottime, ora bisogna curare per bene l'estetica, fattore fondamentale per questo tipo di proposta.
(teonzo - Luglio 2004)

Voto: 8


Contatti:
Mail: francescotresca@libero.it