DEEP VEIN
PostMortem Desires
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 20 min
Genere: brutal death metal
Dopo aver partecipato allo split con Bloody Sign e Oppression uscito in
cassetta per la Nihilistic Holocaust (il nastro ha fatto il giro del
mondo, ce l'hanno in catalogo praticamente tutti i mailorder
underground), i Deep Vein tornano con quattro nuove canzoni, ovvero
"Nameless Grave", "Die To Kill", "Intravenemous" e "Rivers Of
Pestilence". Il demo si presenta accompagnato da un libretto di quattro
pagine in grigio e nero stampate su cartoncino; la grafica è abbastanza
curata, sono presenti i ringraziamenti (c'è anche Shapeless!), foto del
gruppo ed alcune immagini.
Il genere è cambiato in maniera abbastanza significativa, pur
rientrando sempre nel calderone death. Le canzoni sono infatti più
granitiche, costruite su tanti riff stoppati e strutture frammentarie,
ricche di pause e cambi di tempo. Ogni tanto la band si tuffa in
accelerazioni schizzate di stampo grind tecnico, mentre la voce spazia
da un growl abissale ad un vocione aggressivo. Il ruolo centrale è
svolto proprio dalla batteria e dalla voce. In genere si predilogono
ritmiche lente e cadenzate, sulle quali il batterista Cyril si
sbizzarrisce tra varianti, controtempi e tempi terzinati. Le chitarre,
invece, passano spesso in secondo piano, un po' per la regitrazione e
un po' per i riff abbastanza semplici e non particolarmente incisivi.
Personalmente preferivo le vecchie composizioni, sotto questo punto di
vista. Pure gli assoli fungono da elemento di contorno.
C'è sempre qualcosa che lega i Deep Vein al passato, alla vecchia
scuola death, ma stavolta in maniera decisamente più blanda. I quattro
brani che compongono "PostMortem Desires", infatti, sono più articolati
e cerebrali, forti di una struttura complessa e imprevedibile. Quasi
inevitabilmente, però, viene meno quell'immediatezza che
contraddistingueva le vecchie composizioni. Ci sono ancora passaggi
aventi un gran tiro, come il finale di "Die To Kill", però non è
abbastanza per il genere proposto. Certo, il gruppo spacca, ma non crea
quel muro che mi sarei aspettato, soprattutto dopo quanto di buono
aveva fatto vedere con il demo "Reign Of Decadence ".
La registrazione è discreta, in linea con quella del demo
precedente, grezza e naturale per conferire maggior spontaneità alla
canzoni. Sono soprattutto le chitarre ad essere penalizzate, a causa di
un suono zanzaroso e sporco.
Personalmente preferivo la vecchia dimensione dei Deep Vein, meno
ricercata e personale, ma sicuramente più coinvolgente. Possiamo
considerare "PostMortem Desires" come un tentativo di ricrearsi un
proprio stile da parte della band. Tentativo coraggioso, ma che per ora
è riuscito a metà. Vedremo se il futuro darà ragione a questi ragazzi.
Purtroppo lo scorso dicembre i Deep Vein sono stati colpiti da un
grave lutto: è venuto a mancare, infatti, il chitarrista Seb. Speriamo
che questi ragazzi trovino presto le forze per superare questo
difficile momento.
(BRN - Marzo 2006)
Voto: 7
Contatti:
Deep Vein
c/o Jimmy Beautour
Bec Oiscau
16230 Juille
FRANCE
Mail: cbeautour@aol.com
Sito internet: http://www.deepvein.fr.st/
Praticamente, non posso che confermare quanto ha scritto il mio collega BRN nella sua recensione. I Deep Vein sono una band onesta, parte di quella folta schiera di gruppi estremi che rendono così intrigante l'underground transalpino. Le quattro tracce di "PostMortem Desires" possono comunque venire incontro ai fan del death metal più aggressivo, nonostante le ritmiche non siano mai esasperate. Lo stile compositivo di questo gruppo francese è piuttosto strutturato e non privo di spunti interessanti. "Intravenomous" è il brano che mi è piaciuto di più. I musicisti, in possesso di una tecnica funzionale, hanno grinta da vendere. Per tutti questi piccoli motivi, i Deep Vein meritano di essere sostenuti. Sono certo che miglioreranno ancora!
(Hellvis - Marzo 2006)
Voto: 7