EKOVE EFRITS
The Wraiths Of Forgotten Forest

Etichetta: autoprodotto/Evil Distribution
Anno: 2006
Durata: 35 min
Genere: black metal / ambient deprimente


La copertina è costituita da un fotomontaggio realizzato piuttosto bene, che rappresenta un'abitazione diroccata sullo sfondo, la cui parte superiore svetta oltre gli alberi di una foresta oscura. In primo piano, ci sono delle iene intente a consumare la propria preda. Questa immagine è in bianco e nero. Il titolo dell'album, ed i testi all'interno del libretto di due pagine, sono invece stampati in color oro. Sono poi presenti le fotografie di Count De Efrit, dal viso nascosto da un corpsepaint ben fatto. Costui è la mente che sta dietro al progetto Ekove Efrits: sue sono tutte le composizioni, i testi e le prestazioni sui vari strumenti. "The Wraiths Of Forgotten Forest" è il quarto demo di questa one-man-band iraniana, di Teheran. Beh, per essere più precisi sarebbe solo il terzo: infatti il demo "In The Black Minds", pubblicato in sette (!) esemplari nel 2001, era a nome Count De Efrit. Anche lo stile era diverso: le due canzoni possono essere descritte come una sorta di black/gothic metal. Dal 2005 invece la one-man-band ha adottato il nome di Ekove Efrits, ed ha spostato le proprie coordinate sonore verso un black metal lento e deprimente. Ecco allora succedersi, a breve distanza di tempo, i due demo "Unholy Graves" (2005) ed "Into The Funeral Witchs" (2006).
"The Wraiths Of Forgotten Forest" è il nuovo demo di Ekove Efrits, limitato a 150 copie. Count De Efrit si è occupato di tutto, come scritto prima: voce, chitarra, programmazione della batteria e degli effetti sonori.
Allora, premetto qualche considerazione. Avendo a che fare spesso con il metal underground, è facile che mi capitino fra le mani demo o album di gruppi provenienti dai paesi più disparati. Tante volte la cosa si rivela una mera curiosità. A parte l'"esotismo" della provenienza, molte di queste band non presentano spunti molto interessanti. Spesso, la loro musica è derivativa, talvolta suonata male e registrata peggio. Altre volte non sono nè meglio nè peggio di tanti gruppi europei o americani. La cosa capita tanto più spesso quando il gruppo suona black metal, un genere che, si sa, non richiede necessariamente grandi doti tecniche.
Ragion per cui, mi sono accostato a questo demo con il classico scetticismo del critico. Vabbè che suonare metal in Iran ha un qualcosa di eroico, vabbè che i gruppi esotici mi stiano simpatici a prescindere, ma devo sempre esprimere un giudizio obiettivo, per quanto questo sia possibile.
Quando ho sentito le prime chitarre elettriche farsi vive, ad un volume più basso rispetto all'introduzione ambient, mi sono detto: "Ecco il solito gruppo black metal scadente". Il mio primo ascolto è stato quindi distratto. Tale distrazione per è svanita mano a mano con il passare dei minuti. Alla fine del demo, il mio giudizio si era quasi capovolto. Mi sono reso conto che dopotutto qualcosa di buono ci fosse. Allora ho rimesso il CD nello stereo, con le cuffie. E ho dedicato in seguito altri ascolti, con tanto di libretto alla mano.
Alla fine credo di essere giunto ad una conclusione accettabile: "The Wraiths Of Forgotten Forest" è un buon demo, che mette in mostra un talento musicale ancora in formazione, ma che potrebbe raffinarsi con l'esperienza.
Le sei tracce presenti nel demo alternano momenti di ambient orrorifica ed oscura, ad altri genuinamente black. Lo sguardo di Count De Efrit è tutto rivolto al black europeo, a quello scandinavo in particolare, da dove trae ispirazione per le sue atmosfere gelide ed ostili. L'artista ha etichettato il suo stile come "depressive black metal" e devo dire che questa descrizione calzi proprio a pennello. Le composizioni sono distruttive, suicide, sostenute da una drum-machine implacabile. La chitarra si produce in successioni armoniche malate, minimali, che variano a volte solo per l'aggiunta o la sottrazione di una nota. E poi c'è la voce, un urlo black incomprensibile senza testi alla mano, che alterna frasi in inglese ad altre inpersiano. Le loro tematiche sono tristi, talvolta antireligiose.
I momenti più evocativi si hanno durante i frequenti passaggi ambient. Vi giuro, sono veramente da brividi. Alle volte la melodia è sorretta appena da un pianoforte, con effetti sonori di sottofondo. Il demo si presenta come un lavoro coerente, tutto unito da queste parti atmosferiche. E' un peccato che le canzoni vere e proprie siano registrate così male: se il volume fosse stato allo stesso livello delle altre parti, il risultato sarebbe stato sorprendente. Spesso infatti, le melodie vengono risucchiate dal vortice sonoro della distorsione e della cattiva incisione. Ciò nonostante, questo progetto musicale mette in mostra una certa personalità: si senta la seconda parte, quella più cadenzata, di "The End Of Holy Torments", oppure la bellissima "Mourning In My Funeral". Quest'ultima è un vero e proprio capolavoro di black metal deprimente. Il fatto che sia così registrata male mi fa mangiare le mani! Introdotta dalle note di un pianoforte scordato, si muove ossessiva su un ritmo lento e spietato. E' una traccia ricca di dolore, malata, che non lascia spazio alla speranza. Da sola, "Mourning In My Funeral" giustificherebbe l'acquisto del CD!
I limiti maggiori di Ekove Efrits attuali sono la scarsa resa sonora ed il songwriting derivativo. Sì, questo demo è ricco di richiami alla musica di altri gruppi. Sarebbe un difetto fortemente penalizzante se non fosse che, ad un ascolto approfondito, si noti che Count De Efrit sa scrivere buone canzoni. Si dimostra inoltre in grado di creare scenari atmosferici molto evocativi.
Sono convinto che il progetto Ekove Efrits stia ancora affinando il proprio stile. Qualcosa di buono c'è, così come ci sono tanti difettucci. E' innegabile comunque che le sei tracce qui presenti, ascoltate con la giusta voglia, non cadano nel dimenticatoio, ma lascino qualcosa. Consiglio quindi i nostri lettori di sostenere la musica di Count De Efrit, anche perchè in Iran ci sono meno possibilità per i metallari rispetto alle nostre parti. Al tempo stesso, dico all'artista di dare sempre il meglio di sè, di allontanarsi a poco a poco dalle influenze e di ricercare l'originalità a qualunque costo. Credo che possa migliorare, e quindi gli faccio i miei migliori auguri!
(Hellvis - Ottobre 2006)

Voto: 7


Contatti:
Mail Ekove Efrits: count_de_Efrit@yahoo.com
Sito Ekove Efrits: http://www.ekove-efrits.vze.com/

Sito Evil Distribution: http://www.evildist.com/