FUTURE IS TOMORROW
The New Messiah

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 29 min
Genere: heavy/power/prog


I Future Is Tomorrow sono esorditi solleticando la mia curiosità: la loro bio allegata mi informava che il CD è stato registrato con un budged ridotto ed amatorialmente. Detto tra noi, credevo di trovarmi di fronte ad una registrazione approssimativa e carente sotto tutti i punti di vista, invece... Invece il demo suona che è una meraviglia: magari avessero tutti una produzione così "approssimativa"! Scritto questo, iniziamo a descrivere la musica dei Future Is Tomorrow.
Il genere è il "solito" heavy metal elegante, con spruzzi power e prog. La sensazione, ad ascolto ultimato, è di non riuscire a capire come la band intenda muoversi: le prime due canzoni non riescono a convincermi come dovrebbero, e l'ultima è troppo poco incisiva. Le tre centrali sono invece molto più mature.
La voce, a tratti interessante, in sporadiche occasioni mi ricorda moltissimo quella del cantante dei Death SS, un timbro cioè che non va proprio a braccetto col genere proposto. Tra le influenze del gruppo ci sono anche gli Iron Maiden, vista la spiccata vena melodica che viene piacevolmente a galla molte volte, dando un taglio metal anni ottanta a tutto il lavoro. Gli up-tempo sono i veri protagonisti del demo, assieme ai riff stoppati e sincopati (forse un po' troppi!) che si aprono ad accordi per voce e cori nei ritornelli. Per quanto riguardo gli assoli sono sempre ben suonati e mai banali: il fiore all'occhiello dei Future Is Tomorrow.
Se i primi due pezzi, "The New Messiah" e "The Man Who Believes In Nothing", possono annoverare grosso modo i pregi e difetti appena descritti, con la terza prova, "In Memory", le carte in tavola cambiano: la musica diventa più dinamica e la voce tende ad essere più personale. Bella la parte acustica che ammorbidisce le bordate metalliche scagliate finora. Devo dire che la canzoni mi piace più delle due iniziali, perché è diretta e senza fronzoli. Bel lavoro!
"The Sacred Son" è la divagazione più power che la band conceda all'ascoltatore! Apprezzabile: il ritornello riesce a fare il suo sporco lavoro, bene e velocemente, e l'ottimo l'assolo è un vero gioiellino, costruito com'è su tempi sincopati e melodie vincenti. Tre minuti diretti al "metal hearth" di ogni defender!
La tripletta centrale di canzoni, sciorinata con maestria dai Future Is Tomorrow, riesce a far dimenticare le idee un po' stereotipate e confuse dei primi due pezzi. Anche se la voce non mi piace, poichè sembra voler essere costantemente evocativa, "The Nameless One" è una buona composizione. La sua melodia orientaleggiante, combinata alla serie di accordi ed alla cassa rullo compressore, aprono il pezzo per un ottimo ritornello "galoppato" come solo i Maiden sanno fare da anni. Una parte soft fa cambiare tiro alla canzone: peccato che duri solo poche manciate di secondi. La canzone ci regala un assolo melodico con tempi lenti e cadenzati, fino all'inevitabile riproposizione del bel ritornello.
"No One Cares" non mi dice proprio nulla. Una canzone abbastanza anonima, con tutte le carte in regola, ma che perde molti punti per gli insopportabili "fischi" (iiii..) alla Pantera, che combinati alla cavalcata "già sentita" tendono a stridere. L'assolo è bello e qui non ci piove; il resto forse un po' meno.
Prima che qualche lettore, e magari la band stessa, incorrano in un grave errore, vorrei fare un'ultima precisazione. Prendiamo tre gruppi nel mondo del prog: Queensrÿche, Fates Warning e Dream Theater. La critica da anni tende ad accostarli, in un modo o nell'altro: tutti e tre sono bravissimi, in grado di creare atmosfere stupende, ma non hanno lo stesso indice di gradimento, ovviamente. I Dream Theater sono i migliori sulla carta, sia per vendite e sia per gusti (del pubblico), ma c'è gente invece che adora i primi o i secondi. Personalmente apprezzo molto i Dream Theater e i Queensrÿche, ma i Fates Warning proprio non mi vanno giù: non per questo motivo, non dovrebbero piacere anche a tantissime altre persone. Questo esempio può valere anche per i Future Is Tomorrow: sono bravi e gli arrangiamenti sono curati, magari c'è qualche ingenuità, ma sicuramente ci sarà gente che potrà apprezzarli, perché sono consapevole che ciò che suonano è valido. Hanno un pregio, per me: saper scrivere buona musica. Hanno anche un difetto, sempre mio personale: non piacermi tanto.
In bocca al lupo per il full length, tuttora in lavorazione.
(Hellcat - Dicembre 2005)

Voto: 7


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