LETHER
Il Giardino Delle Nuvole

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 33 min
Genere: rock malinconico


I Lether sono un nome nuovo sulle pagine di Shapeless, però le due menti principali che si celano dietro questo progetto hanno già avuto modo di farsi conoscere ai nostri lettori. I Lether sono un progetto parallelo di Giulio De Gaetano (voce, chitarre, basso, samples e drum machine) e Salvo Taranto (tastiere), già membri del progetto Haven, recensito proprio dal sottoscritto all'inizio dell'anno, in occasione della pubblicazione del loro demo "Cross In The Sand". Contrariamente alla loro band madre, in cui era ancora preponderante la componente metal, nei Lether i due artisti, affiancati dalla brava Enza Arceri alla voce, si prodigano in un pregevole rock malinconico, giocato sulle atmosfere poetiche evocate dai testi e sul massiccio uso delle tastiere di Salvo Taranto che conferiscono un tocco romantico e sinfonico ad ogni composizione. Nonostante la forte differenza stilistica rispetto al demo degli Haven, ci tengo lo stesso a fare un breve confronto con alcune caratteristiche che avevo sottolineato in sede di recensione. Nell'esprimere il mio giudizio su "Cross In The Sand", infatti, mi ero permesso di indicare alcuni problemi che, a mio parere, frenavano un po' troppo le buone qualità della proposta musicale: la qualità sonora, l'uso della batteria elettronica e il cantato di Giulio. La prima, infatti, aveva il difetto di essere troppo ovattata, penalizzando le chitarre; la drum-machine, come avviene nove volte su dieci, finiva per suonare innaturale e priva di dinamica (mi spiace, ragazzi, ho letto il vostro commento alla mia recensione; ne prendo atto, ma resto della mia idea...); mentre la prestazione al microfono di Giulio necessitava di parecchio lavoro. Bene, riprendendo questi tre punti e spostandoli sul demo dei Lether, possiamo dire che la band ha fatto un passo avanti: certo, si sente ancora la mancanza di una produzione professionale e di un batterista in carne ed ossa, ma tutto sommato, complice anche il genere suonato, questa volta la resa sonora è migliorata. Rimane sempre affossata la distorsione delle chitarre, ma trattandosi di un contesto rock e non metal, la cosa ci può stare. A questo poi si aggiunge il notevole miglioramento a livello vocale: la voce di Enza è davvero pregevole e richiama da vicino lo stile di Carmen Consoli (ma senza il suo timbro fastidioso!) e anche Giulio sembra essere migliorato in questo senso, pur non essendo ancora perfetto.
Bene, tutto questo per quanto riguarda le questioni più 'tecniche'. Passando invece alla cosa più importante, le canzoni, troviamo una manciata di brani di pregevole fattura, che mostrano l'eclettismo di questi due musicisti. Il demo si apre con "Bagliori Lunari", uno dei due brani che meno mi hanno colpito, devo dire, soprattutto a causa delle linee vocali, a mio parere troppo lamentose. Già dal secondo brano, però, la situazione si risolleva alla grande: "Silenzio Assenzio" è un bellissimo brano malinconico, giocato sulle chitarre acustiche e il pianoforte di Salvo, a cui si alternano momenti più energici di chitarra elettrica. Il terzo brano, "Annette La Paranoica", continua su questa falsa riga, risultando sempre delicato e raffinato, con ancora le tastiere di Salvo in bella evidenza e la sentita interpretazione di Enza.
Atmosfere acustiche dominano anche il pezzo successivo, "Ombra Di Ruggine", il brano migliore del lotto, a mio parere, assieme a "Silenzio Assenzio". Anche in questo caso la musica parte sommessa per poi crescere sul finale del brano. Peccato solo per l'interpretazione di Giulio, forse un po' troppo enfatica, ma resta comunque un brano davvero notevole. Dopo la buona "Canzone Di Carta", più sostenuta nel ritmo e semplice nelle atmosfere, si passa a "Io Non Sono Io", un brano che, onestamente, non è riuscito a conquistarmi: troppo bizzarro, troppo duro, non riesce ad armonizzarsi con il resto del lavoro. Molto meglio, invece, la conclusione con "Gocce D'Inchiostro", che recupera l'attitudine e la poesia dei brani migliori.
Per concludere, quindi, posso dire di avere apprezzato parecchio questo demo, che conferma le buone qualità compositive di questi due musicisti, dimostrando la loro abilità nello spaziare tra generi e stili diversi. Ci sono ancora un po' di aspetti da smussare, ma l'impressione generale continua ad essere positiva. A questo punto questi ragazzi hanno dimostrato di saperci fare: non mi resta che attendere il debutto ufficiale, un lavoro professionale, curato sotto ogni aspetto, che speriamo possa dare una forma definitiva e solida alle premesse di questi demo.
(Danny Boodman - Novembre 2006)

Voto: 7.5


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