SPIRAL MADNESS
Death & Roll
Etichetta: Spiral Madness Records
Anno: 2002
Durata: 36 min
Genere: Death'n Roll
La storia degli Spiral Madness ha inizio nel lontano 1992, a Varsavia, quando Zephyr e Lysy formarono una band chiamata Vinegar. Quattro anni più tardi, all'indomani dello scioglimento del gruppo, i due conobbero il chitarrista Chmura, col quale tentarono di dar vita ad un nuovo progetto. Soltanto tre anni dopo, però, i tre iniziarono a suonare assieme: nacquero così i Morgenstern, anch'essi destinati ad un prematuro epilogo. Tempo dopo Chmura contattò un batterista, Jack, per formare un nuovo gruppo, al quale si unì pure l'ex compagnio Zephyr, nel ruolo di bassista e cantante. In quell'occasione venne scelto il monicker Spiral Madness, traendo spunto da un testo scritto precedentemente da Lysy.
Nel giro di un anno vennero composte dieci canzoni che apparvero sul demo "Graveland". Nel giugno del 2000 Jack abbandonò la band e venne rimpiazzato da Deny, proveniente dai Claymore. Nel frattempo era entrato stabilmente in formazione anche Viking, nella veste di secondo chitarrista. Il 2002 fu l'anno della registrazione in studio del secondo demo, intitolato "Death & Roll", e della dipartita di Viking, rimpiazzato da Seler nel giro di qualche mese. C'è infine da annoverare l'avvicendamento dietro le pelli di Jack con Wielebny, entrato in formazione all'inizio del 2003. Seler e Wielebny provenivano entrambi dai Martian, un gruppo che si era appena sciolto.
"Death & Roll" contiene alcune vecchie canzoni (ovvero "Spiral Madness", "Becoming Like Steel", "Wolfhearts" ed "Helpless") comparse in "Graveland", reincise per l'occasione, e alcune nuove composizioni.
Come dice il titolo stesso del demo, il genere proposto dagli Spiral Madness è un Death Metal particolare, da loro stessi definito Death & Roll. Personalmente mi trovo abbastanza d'accordo con questa definizione: il punto di maggior contatto col Death è dato certamente dal vocione di Zephyr, basso e aspro, e da un riffing che per certi versi ricorda quanto fatto da gruppi della scena europea. Le ritmiche, al contrario di ciò che ci si potrebbe aspettare, sono quasi sempre basate su tempi lenti, con accelerazioni limitatissime. L'anima Rock, d'altra parte, è onnipresente. Il risultato è comunque interessante, e, anzi, direi che gli episodi cadenzati sono i più riusciti.
"Death & Roll" si presenta con sonorità all'apparenza volutamente datate, talvolta palesemente debitrici dei gloriosi anni '80, eppure riesce a catturare, grazie soprattutto a riff potenti e molto molto catchy. Nonostante la presenza di due chitarristi, qui in pratica non c'è quasi traccia di assoli: le chitarre si sdoppiano solo per creare arrangiamenti cupi che, pur non evidenziando chissà cosa a livello di suoni o di tecnica, si rivelano dannatamente intriganti. Gli assoli, in genere, sono anch'essi lenti, tanto che si inseriscono perfettamente nel contesto.
Nonostante il genere suonato dagli Spiral Madness non offra moltissime possibilità di sperimentazione, la band ha saputo comporre canzoni che si differenziano tra loro, inserendo in ciascuna uno stacco, un arrangiamento o un arpeggio (quasi commovente quello di "Misery Of Merciless") assai diversi di volta in volta.
Certe canzoni, come "Spiral Madness", "Wiblakla Noc" o "Misery Of Merciless" nascondono qualche influenza Black, se non altro per le atmosfere tristi e grigie che rievocano, mentre le ritmiche rimangono costantemente assestate su mid tempo. Il gruppo che più mi ricorda gli Spiral Madness sono i finnici Grand Beast Sodomy, ma mi rendo conto che un paragone del genere non sia molto d'aiuto. Altre band che accosterei a questi polacchi sono i norvegesi Thy Abhorrent e gli svedesi Mefisto: i primi per le ritmiche lente e i riff doomeggianti, i secondi per l'inserimento di armonie ed arrangiamenti melodici in un contesto Death. "Wiblakla Noc", in particolare, incorpora pure veloci cavalcate Thrash seguite da rallentamenti ed aperture melodiche, che richiamano ancora una volta gli anni '80. In "Misery Of Merciless", d'altro canto, Zephyr si prodiga in uno scream accostabile al tipico cantato Black. Qui i riff sono sullo stile dei DarkThrone di "Total Death", mentre l'assolo presente nel finale ha un'esecuzione molto sporca.
Altre composizioni, come "My Heart", "Becoming Like Steel" (che comunque nasconde un cattivissimo passaggio Black) e "Wolfhearts", sono più ritmate e granitiche, a metà tra Thrash e Death. Indubbiamente l'anima Rock è sempre presente, più viva che mai negli arrangiamenti, basati su melodie ed oscure armonie.
"Helpless" è l'unico brano caratterizzato da accelerazioni sostenute, ma comunque si difende meglio nei momenti cadenzati, ed in generale è quello che mi ha lasciato più indifferente.
E' presente, infine, una traccia intitolata "Bonus", della durata di un minuto, che ha tutta l'aria di essere una cover, ma al momento non saprei dire di chi. Il feeling è rockeggiante come non mai.
"Death & Roll" si è rivelato un demo piacevole ed interessante proprio grazie alla presenza di ritmiche rallentate e particolari arrangiamenti chitarristici. La sua arma migliore è la semplicità con cui ogni brano è suonato, una semplicità che tuttavia non rende le canzoni ripetitive. Gli Spiral Madness hanno dato prova di saper fare molto bene il loro compito, pur non proponendo nulla di sostanzialmente innovativo.
Unico neo è la sezione ritmica, che si limita troppo spesso ad accompagnare gli altri strumenti, senza mai proporsi in qualche spunto interessante o in qualche variante. Ascoltando certi passaggi mi viene il dubbio che la causa sia, incredibilmente, una batteria ridotta all'osso, con un unico tom e senza doppio pedale, perché neppure nelle rullate si sentono gli altri tom. Nella bio inviatami c'è scritto che le registrazioni sono state effettuate con un budget ridottissimo, per cui quest'ipotesi è più che plausibile. Anche il suono è troppo secco e va ad incidere negativamente sul risultato finale.
"Death & Roll" è suonato abbastanza bene: c'è qualche sbavatura a livello di esecuzione, ma non così evidente.
La registrazione è dignitosa, nulla più. Si tratta, comunque, di un demo non destinato alla vendita, visto che le registrazioni sono state effettuate solo per far girare il nome della band e per ottenere qualche parere a riguardo.
Mi sento in dovere di avvertire gli amanti del Death che questo non è un demo facilmente catalogabile, visto che i suoi contenuti musicali sono piuttosto distanti da quello che il Death rappresenta oggigiorno e da come è inteso attuamente. A mio avviso può interessare più che altro gli amanti del Doom/Death, proprio per il fatto che le canzoni non sono mai basate su ritmiche sparate.
Al momento non ho altre obiezioni da fare: mi auguro che questa valutazione positiva sproni la band a proseguire per la propria strada senza timore di apparire controcorrente. Con una registrazione migliore la valutazione finale sarebbe lievitata almeno di un altro mezzo punto, ma va tenuto conto, come detto, che si tratta di una registrazione non definitiva.
Unico consiglio è quello di snellire un po' certi pezzi, giusto per renderli più assimilabili.
Nonostante questo demo non sia in vendita, probabilmente se lo richiedete la band sarà felice di inviarvene una copia. Dal sito ufficiale è possibile scaricare alcuni mp3, ad ogni modo.
Adesso non resta che aspettare il disco di debutto.
(BRN - Novembre 2003)
Voto: 7.5
Contatti:
Zephyr
Zmocza 21 49
01-051 Warszawa
POLAND
Mail: spiralmadness@tlen.pl
Sito internet: http://www.spiralmadness.metal.pl/